martedì, 21 aprile 2009
solchi di grano
avvicinano il cielo,
cresce il silenzio.
postato da: pvalente alle ore aprile 21, 2009 19:24 |
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haiku
mercoledì, 15 aprile 2009
nello scirocco
danzano gli ulivi,
le bianche gonne.
postato da: pvalente alle ore aprile 15, 2009 13:54 |
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haiku
mercoledì, 08 aprile 2009
Mi sono spesso interrogato, come intellettuale e come uomo di Stato, sul perché ci si comporta in modo corretto, perché si compiono azioni rette. A volte sono sceso a compromessi, a volte sono stato vittima di dubbi e pressioni, a volte non ho agito secondo convinzione; in ognuno di quei casi ho sperimentato un senso di fastidio, un'insoddisfazione che non mi abbandonava. Ma quando si fa il bene anche se si è soli, nessuno ci osserva e potremmo trarre vantaggi da una condotta diversa, allora si comprende che l'ordine morale ha radici metafisiche, che ciò che è compiuto rimane, a un livello più profondo di quello empirico, visibile.
Havel Vaclav "Il potere dei sensa potere"
postato da: pvalente alle ore aprile 08, 2009 13:50 |
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citazione
giovedì, 26 marzo 2009
grumi di tempo,
asimmetrie disperse
in spazi aperti.
postato da: pvalente alle ore marzo 26, 2009 17:07 |
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haiku
lunedì, 23 marzo 2009
orme di luce
nell'acquosa bellezza,
chi è venuto?
postato da: pvalente alle ore marzo 23, 2009 09:02 |
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haiku
giovedì, 12 febbraio 2009

Quel che conta in una vita umana non sono gli eventi che vi dominano il corso degli anni - o anche dei mesi - e nemmeno dei giorni. E' il modo con il quale ogni minuto si connette al minuto seguente e quel che a ognuno costa, nel corpo, nel cuore, nell'anima - e soprattutto nell'esercizio della facoltà dell'attenzione - compiere, minuto per minuto, quella connessione.
da "Diario di Fabbrica (1934-1935)" di Simone Weil
postato da: pvalente alle ore febbraio 12, 2009 22:42 |
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citazione
domenica, 01 febbraio 2009
L'uomo felice percorre la via con semplicità, scegliendo di volta in volta ciò che è bene per sè e per gli altri, liberamente. Non rinunciando ai solidi valori ereditati dalla tradizione e tuttavia aperto al nuovo che si presenta alla sua conoscenza diretta. Scoprire il mondo così com'è, senza alcuna riduzione a categorie ideologiche, pseudo-scientifiche, moralistiche o utilitaristiche è il primo passo per prendersene cura, creativamente e con attenzione, con la mente libera da pregiudizi, stabilmente concentrata e chiaramente orientata. Da ciò, da questo raccoglimento fiducioso nell'andare, con pienezza d'anima, sulla via, sta la fonte d'ogni bene, la bussola da preservare, costi quel che costi. La conoscenza di sè e del mondo progredisce attraverso l'amore che nutriamo per l'oggetto del nostro interesse, ma sempre si rivela inarrivabile. Eppure è possibile tirare sù acqua da questo pozzo profondissimo, e dissetarsi.
postato da: pvalente alle ore febbraio 01, 2009 17:38 |
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riflessioni
mercoledì, 28 gennaio 2009
il sentiero si fa camminando.
postato da: pvalente alle ore gennaio 28, 2009 19:19 |
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riflessioni,
diario
lunedì, 26 gennaio 2009
L'errore sta nel fatto che gli uomini scambiano i mezzi per il fine,e, mentre cercano la felicità, in realtà la fuggono. Infatti, mentre l'essenza della felicità consiste in un imperturbabile serenità e nella fiducia incrollabile di conquistarla, gli uomini si creano continue preoccupazioni e se le portano con sé, anzi se le trascinano attraverso il cammino della vita, come pesanti bagagli.
da "Lettere a Lucilio" di Lucio Anneo Seneca
postato da: pvalente alle ore gennaio 26, 2009 21:57 |
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citazione
mercoledì, 21 gennaio 2009
La parola rispetto deriva dal latino re (di nuovo) spicere (guardare).
L’atto di tornare e ritornare con lo sguardo sull’altro, fa sì che lo si possa riconoscere per quello che è: un essere vivente come noi, degno di attenzione e rispetto. Nell’atto di guardare l’altro, con occhi nuovi, non discriminatori, sta la possibilità di fare spazio all’ascolto, alla comprensione e allo scambio reciproco e cresce anche la possibilità di trovare in noi stessi i segni della nostra umanità. Il dolore, la gioia, la tristezza, la fragilità e la speranza che incontriamo fuori di noi trovano altresì un vulnerabile spazio interiore, così che non c’è più separazione tra il prendersi cura del nostro simile e di noi stessi. Il rispetto di sé, come dell’altro accrescono poi il grado di umanesimo e fanno della vita sociale un’esperienza solidale preziosa, da difendere sempre.
Il Presidente Obama colpisce dritto al cuore perchè vede la realtà umana del suo paese, la racconta con rispetto e promette di prendersene cura responsabilmente. La condivisione del rispetto è infine il frutto più saporito, che può essere esportato ed è un richiamo religioso alla responsabilità comune nei confronti della vita. Ed è per questo anche che il tentativo di Obama merita rispetto e sostegno.
postato da: pvalente alle ore gennaio 21, 2009 22:25 |
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riflessioni,
diario politico
lunedì, 19 gennaio 2009
Dalla complessità alla semplicità il passo è infinitamente breve, è un passo d'uomo.
postato da: pvalente alle ore gennaio 19, 2009 21:12 |
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riflessioni,
diario
venerdì, 16 gennaio 2009
Scopo supremo della vita di un uomo, dal quale derivano tutti gli altri, è quello di sviluppare appieno la propria umanità. Questo processo, nel corso del quale l'uomo partorisce se stesso, porta al benessere (well-being) ed è accompagnato da gioia di vivere. L'uomo può raggiungere questo obiettivo solo nella misura in cui supera l'odio, l'ignoranza, l'avidità e l'egoismo, e cresce nella propria capacità di amore, solidarietà, razionalità e coraggio. Non è sufficiente conoscere queste mete: l'uomo deve cercare di raggiungerle praticamente in ogni stadio della sua vita.
da: "L'arte di vivere" di Erich Fromm
postato da: pvalente alle ore gennaio 16, 2009 21:34 |
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citazione
sabato, 27 dicembre 2008

La parola data vola dinanzi a te, come la freccia scoccata dall'arco.
Non puoi richiamarla a metà volo...
dal Ramayana
postato da: pvalente alle ore dicembre 27, 2008 11:06 |
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lunedì, 22 dicembre 2008
Dal momento che il mutamento è continuo occorre familiarizzare il più possibile con esso ed accettarlo, a partire dalle proprie cellule. Come diceva il giovane poeta sudamericano Xavier Heraud "mai ne rido della morte, solo mi capita che non ho paura di morire tra gli alberi e gli uccelli" . La conoscenza del mistero della vita passa anche attraverso l'accettazione della sofferenza e della propria morte. La pazienza, quello specchio che ci permette di vedere di riflesso il mondo e di coglierne le potenzialità, nel bene e nel male, può essere un valido aiuto.
postato da: pvalente alle ore dicembre 22, 2008 20:01 |
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riflessioni
sabato, 20 dicembre 2008
tra due universi
un esile ponteggio,
un arco d'uomo.
postato da: pvalente alle ore dicembre 20, 2008 19:54 |
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sabato, 20 dicembre 2008
passi felici
anche s'intravedono,
di tanto in tanto.
postato da: pvalente alle ore dicembre 20, 2008 19:53 |
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haiku
sabato, 20 dicembre 2008
scorrono foglie:
sono vive preghiere
appena scritte.
postato da: pvalente alle ore dicembre 20, 2008 19:52 |
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haiku
sabato, 20 dicembre 2008
Vivo in grazia di Dio. In quale impronta del tempo mi ritrovo? Che cosa, di buono, posso fare? Come? Qual'è il primo passo? Non identificarsi con il senso di colpa. Sentirsi liberi di essere se stessi, dare spazio ai propri sogni, aprirsi agli altri, andare a ritmo con il nostro universo, ovunque esso stia andando. Già. Ma dove stiamo andando? E' importante? Non credo. Tutto muta, perchè preoccuparsene? Nel chiuso desiderio i pensieri ammuffiscono, si fanno lividi e oscuri, collassano come bolle di sapone attorno al nulla. Il tempo batte un'ora gentile. Cerulei bruciano i minuti. Sai dirmi come nascono gli universi? In quale notte feconda si sprigiona la scintilla? Giungiamo a Te felici? Come il fiume all'oceano, come il bambino alla madre, come il canto delle zampogne a Natale?
postato da: pvalente alle ore dicembre 20, 2008 07:54 |
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diario
giovedì, 18 dicembre 2008
attorno al pozzo
molteplici universi,
la stessa acqua.
postato da: pvalente alle ore dicembre 18, 2008 22:25 |
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haiku
mercoledì, 17 dicembre 2008
Non mi affascinano le cantine, le catacombe, i tunnel e le terre cave. La porta senza porta è uno stato di coscienza attraverso il quale stare con la realtà così com'è, con sensi svegli, cuore aperto ed una chiara visione mentale. Coltivare l'orizzonte è possibile? E una questione a parer mia di buone idee praticabili e di massa critica. Second Life invece avrà un senso solo quando sarà una pelle indistinguibile dalla vita stessa.
postato da: pvalente alle ore dicembre 17, 2008 11:16 |
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riflessioni
martedì, 16 dicembre 2008
Risuona il tempo al passo della vita, respira il cielo e t'ascolto attento. Qui, ora, un suono d'uomo si diffonde ... su e giù lungo i frattali d'universi multiformi, per nuovi spazi dove mai sarò se non un eco del canto che t' innalzo.
postato da: pvalente alle ore dicembre 16, 2008 14:13 |
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poesia
martedì, 16 dicembre 2008
Vibra il sentiero
di sottili riflessi
ad ogni passo.
postato da: pvalente alle ore dicembre 16, 2008 14:06 |
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luoghi
martedì, 16 dicembre 2008
Ora, dove corrono le galassie? In quale stagione è l'universo? Dove va a morire il fuoco ignoto? Che pure è qui con me nell'inverno? Come aprirsi al tempo presente, per sempre? Alla goccia che eternamente si distacca e in sè ricade e si disperde? Mentre cerco di vivere m'accorgo che pure sto morendo. E' un continuo andarmene sul sentiero, passo dopo passo, tra notti, giorni, gelo, sole e quant'altro ci spetta. E non mi consolano le tracce che lascio sul terreno.
postato da: pvalente alle ore dicembre 16, 2008 13:54 |
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riflessioni
lunedì, 15 dicembre 2008
Il processo di conoscenza si attiva per esplorazioni successive in un punto d'incontro (un crocicchio di eventi), che è dato dalla libertà e dalla fede (fiducia). Quel punto è sorgente di creatività e disseta come acqua di roccia in un deserto. E lo dico per esperienza diretta, di entrambe le cose! Conditio sine qua non affinchè il processo di conoscenza s'inizi, si avvii e si mantenga è l'umiltà dell'esploratore. La rinuncia al Sè ci rende disponibile la meraviglia. E' vero? Come scopriamo quel che c'è da fare? La scelta è tra armonia e disarmonia. La vita ha un senso se scegliamo di vederlo.
postato da: pvalente alle ore dicembre 15, 2008 20:58 |
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diario
sabato, 13 dicembre 2008
L' uomo, in quanto individuo che possiede conoscenza, non è completamente se stesso; la mera informazione non lo rivela. Ma, come persona, è un essere organico che ha il potere intrinseco di selezionare gli avvenimenti del suo ambiente per farli propri .
da: "Il mondo della personalità" di Rabindranath Tagore
postato da: pvalente alle ore dicembre 13, 2008 20:44 |
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sabato, 13 dicembre 2008
Solo seguendo le orme divine della bellezza è possibile non cadere nell'orrore della vacuità, o della follia o della vuota realtà condizionata e continuare a vivere della realtà assoluta, che potremmo anche chiamare "campo vitale unificato" o Vita. In tal caso l'uomo si orienta in modo unipolare, autocentrandosi e autoregolandosi in armonia con la sfera celeste. Come una galassia in Sè, racchiudendo molteplici dimensioni. La vita è un campo unificato aperto, di cui è bene prendersi cura con amore.
postato da: pvalente alle ore dicembre 13, 2008 10:29 |
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diario
giovedì, 11 dicembre 2008
In un trapezio di cielo luna angelicale e vento a scompigliare le chiome montane. In silenzioso dolore si piegano gli ulivi. Un grido, un uccello. Tutto coincide, in un anello d'orizzonte. Si tace ciò che per pudore gli amori nascondono. Un andare e venire di cuori in tempesta. Forse calerà il vento? Forse un porto mi aspetta? A volte lo spero, a volte resisto. Un guscio di noce nell'oceano. Annotta.
postato da: pvalente alle ore dicembre 11, 2008 19:15 |
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poesia
giovedì, 11 dicembre 2008
Naturalmente vorremmo che i nostri figli non soffrissero, che potessero avere la capacità di accedere al mistero della felicità adoperandoci con pazienza e rispetto per spingerli lontano dalle fonti di sofferenza, con mille accorgimenti più o meno abili, ruvidi o sottili. Dimenticando che la forza autentica cresce esattamente nell'esperienza personale del dolore. Nella capacità che ognuno ha di rialzarsi dopo una caduta e di sviluppare, nonostante tutto, le sue motivazioni profonde, condividendo umanità e vulnerabilità con i suoi simili. A ben vedere il mistero dell'altro si rivela unicamente dinanzi all'umiltà, ad uno sguardo aperto, non giudicante, che sa stare, con amore, semplicemente con quel che c'è, privo di aspettative ed apprensioni.
postato da: pvalente alle ore dicembre 11, 2008 00:04 |
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riflessioni,
diario
mercoledì, 10 dicembre 2008
Dunque la nuvole passano, l'una sull'altra, come se nulla fosse. Il nostro breve dialogo è terminato senza alcuna rassicurazione se non nel merito della questione più profonda. Queste righe passeranno il tempo e ti giungeranno quando sarò altrove. Ho fede che non dimenticherai la tua promessa.
postato da: pvalente alle ore dicembre 10, 2008 14:34 |
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diario
giovedì, 20 novembre 2008
Sulla via di casa trasparenze d'autunno, foglie d'ippocastano imbevute di luce, freddo sulle dita, gli occhi allargati da nuvole vaganti. Respiro appena. Mi sporgo sul silenzio ancora un poco, tastando all'oscuro il volto che prende il novello grano di tempo che mi brucia. E ancora. Ancora mi sorprendo. Come? Un cartellone della pubblicità recita "il sogno più grande è sempre a puntate". Mah! Poco più, poco meno, televisione è questo mondo affannoso, suddiviso, riflesso, incatramato fin nella carne. Beati gli storni liberi (?) che disegnano puntiformi frattali viventi. Per nulla? E noi? Di cosa siamo partecipi? Quale disegno ci comprende?
postato da: pvalente alle ore novembre 20, 2008 20:53 |
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caliyuga